Nell’ambito di “vita dei gruppi parrocchiali” incontriamo questo mese
Salvatore Scarpati , coordinatore del Gruppo Missionario Parrocchiale.
Allora, Salvatore, dimmi perché nasce questo gruppo?
“Nasce
dall’idea di portare avanti l’entusiasmo e l’impegno profusi in questo
campo dal compianto don Ciro”.
Chi
fa parte di questo gruppo?
“Non
esiste un vero gruppo costituito, ma sono un po’ tutti gli operatori
pastorali che fanno da ponte e traino con il resto della comunità quando
c’è un’iniziativa da portare avanti”.
Quali
sono le iniziative che il gruppo sostiene?
“Lo
scopo del gruppo è quello di tenere sempre vivo l’interesse per i
fratelli più poveri e di cercare di recuperare “discretamente”fondi da
destinare a quanti vivono quotidianamente la loro lotta per la
sopravvivenza, per cui si organizzano giornate di vendita per la
beneficenza, c’è chi continua a riempire il salvadanaio annuale per la
solidarietà, ci sono le offerte spontanee dei benefattori e c’è poi la
bomboniera della solidarietà”.
Puoi
spiegarci in cosa consiste?
“L’idea
è quella di destinare la somma che normalmente si spende per l’acquisto
delle tradizionali bomboniere ricordo dei momenti importanti che vanno
dalla celebrazione dei sacramenti (battesimo, comunione, matrimonio) a
quelli tipo laurea, compleanni o anche gadget di augurio che le aziende
regalano ai propri clienti in particolari momenti dell’anno”.
Salvatore mi ricorda, tra l’altro, quanto è sentito lo spirito
missionario dalla nostra comunità, tanto è che molti hanno aderito
all’iniziativa di adottare un bambino a distanza tramite padre Michele,
il sacerdote eritreo che fa da ponte con la missione di Asmara che la
parrocchia sostiene e che lo scorso 18 ottobre, in occasione della
giornata missionaria mondiale, durante l’omelia della messa da lui
presieduta, ha illustrato i tanti problemi che attanagliano la sua
terra, da cui era da poco ritornato, ringraziando allo stesso tempo
quanti hanno contribuito con le loro donazioni a migliorare un po’ la
loro qualità di vita.
“
Ascoltandolo” dice Salvatore “ho riprovato ancora quel sentimento di
impotenza che spesso mi accompagna quando penso a quei fratelli lontani
e ho riflettuto che è sempre troppo poco ciò che riusciamo a fare per
loro”
Non mi
resta che chiudere “ donandogli” un incoraggiamento che fu di Madre
Teresa:
<<
quello che facciamo è soltanto una goccia nell’oceano, ma se non ci
fosse quella goccia all’oceano mancherebbe. Non importa quanto si dà ma
quanto amore si mette nel dare>>. Maria Ignarra.