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Bollettino








Ricordati di tutto il cammino che il Signore tuo Dio ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni nel deserto, per sapere quello che avevi nel cuore
(Dt 8,2)

Parlare di “cammino”, al tempo della globalizzazione e dell’alta velocità, sembrerebbe quasi un anacronismo, un’immagine ormai passata di moda. In pochi minuti puoi raggiungere la città dove lavori o studi; in poche ore puoi trovarti sulla Torre Eiffel o davanti al Big Ben; metabolizzando il fastidio del fuso orario, puoi trovarti ai piedi della Statua della Libertà; con un click sei sulla Luna; con un satellite sei su altre galassie alla ricerca di nuove forme di vita.
Eppure c’è bisogno di fare tanta strada per raggiungere ed esplorare l’unico luogo che ti resta ancora ignoto: il tuo cuore. Il Signore, attraverso Mosè suo servo, lo dice chiaramente: “… per sapere quello che avevi nel cuore”. Resta questo il punto nevralgico, è qui racchiusa la necessità di un’altra… Quaresima, di una nuova strada, di un nuovo cammino, capace di condurti verso il luogo più vicino – ma, ahimè, anche più lontano – che tu possa raggiungere: il deserto del tuo cuore!
Lì, tra la terra arida della tua stanchezza e dei tuoi insuccessi, nella continua ricerca di un idolo al quale aggrapparti o di un’oasi alla quale dissetarti, potrai distinguere (nella preghiera!) almeno tre voci: la voce del tuo io che ti dirà di fermarti; la voce del tuo nemico, che proverà a deviarti; la voce del tuo Dio che ti libererà. Lasciati liberare! In fondo è lui che in quel deserto fece compagnia al popolo di Israele per quarant’anni, guidandolo verso la Terra promessa; è lui che in quel deserto restò quaranta giorni, per sostenerti nel tempo della tentazione; è lui che per amore di quel deserto (il tuo cuore) tra quaranta giorni darà la vita.
Buona Quaresima…
Don Gennaro

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L’amore dà sempre vita

L’amore dà sempre vita”, si apre con queste parole di papa Francesco il Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente per la 40ª Giornata Nazionale per la Vita, celebrata Domenica 4 febbraio.
"La novità della vita e la gioia che essa genera sono possibili solo grazie all’agire divino", sono dunque "dono di Dio", ma anche "compito affidato all'uomo, perchè ne richiedono la corresponsabilità". I vescovi italiani nel loro Messaggio per la 40.ma Giornata nazionale per la Vita sottolineano che "la grazia della gioia è il frutto di una vita vissuta nella consapevolezza di essere figli che si consegnano con fiducia e si lasciano 'formare' dall’amore di Dio Padre". Il Papa ricorda che “solo una comunità che vive di Vangelo, che testimonia con coerenza di vita il Vangelo è capace di trasformare la realtà e inaugurare cieli nuovi e terre nuove.
Una comunità che “sa farsi ‘samaritana’ chinandosi sulla vita dell’uomo di oggi disorientato, indifferente, frastornato dal suono del mondo di oggi, divorato da un materialismo dilagante, una comunità che vuole trovare il sentiero della vita per dare alla sua vita senso compiuto, per trovare la forza di gridare ad alta voce che vivere è bello e che la vita è bella così come è, così come Dio la dona . Allora, si legge nel Messaggio “punto iniziale per testimoniare il Vangelo della vita e della gioia è vivere con cuore grato la fatica dell’esistenza umana, senza ingenuità né illusorie autoreferenzialità”.
Concludono i Vescovi: “la Chiesa intera e in essa le famiglie cristiane, che hanno appreso il lessico nuovo della relazione evangelica e fatto proprie le parole dell’accoglienza della vita, della gratuità e della generosità, del perdono reciproco e della misericordia, guardano alla gioia degli uomini perché il loro compito è annunciare la buona notizia, il Vangelo”.




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